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cosa fare davanti a tutto questo

Era il 2017 quando, increduli, molti di “noi” hanno assistito all’approvazione della legge n. 119/2017 (detta legge Lorenzin), tutt’ora in vigore, con la quale è stato imposto un obbligo vaccinale non più per 4 ma per 10 vaccini per i minori 0/16 anni. L’inosservanza a questo obbligo prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa e l’esclusione dalla frequenza della scuola dell’infanzia. E’ vivo, troppo vivo, il ricordo della comunicazione televisiva e dei giornali più “venduti” che giornalmente veniva proposta e scavata dentro la testa del cittadino. Il morbillo era la nuova piaga d’Egitto, l’angelo della morte pronto a strappare dalle braccia delle madri i loro piccoli, come accadde a Londra per quei poveri 200 bambini deceduti. Notizia che arrivò direttamente dalla voce dell’allora Ministro alla Sanità Beatrice Lorenzin durante la messa in onda della trasmissione Porta a Porta. Notizia che, ahimè, qualche giorno dopo fu clamorosamente smentita perché falsa, ma non con la stessa enfasi con cui venne proclamata. Una comunicazione di massa basata sulla paura e sulla confusione dei dati. Una comunicazione che osteggiava e attaccava ogni riflessione e dubbio avverso, con estrema violenza verbale, giustificando che era la scienza che imponeva un obbligo alla vaccinazione per i bambini. La scienza della televisione diventava molto più autorevole degli studi scientifici che offrivano un’altra visione della realtà. I medici che con valide argomentazioni scientifiche non concordavano con l’obbligo alla vaccinazione per i bambini, venivano abilmente silenziati e, in alcuni casi, radiati dall’Ordine. Lo sconcerto di fronte a questo scenario di propaganda e manipolazione comunicativa così ben orchestrato da “menti raffinatissime” ha gettato molti di noi nel disincanto e nel prendere atto che il diritto, che dovrebbe proteggerci dagli abusi del potere, si stava piegando pericolosamente dalla parte del “lupo”. L’invocazione idolatrica del vitello d’oro della salute collettiva ha consentito ad alcuni magistrati di emettere provvedimenti giudiziari ingiusti, ideologicamente e pericolosamente contrari al principio costituzionale dell’imparzialità del giudice. Le parole “scienza” e “salute collettiva”, da sole e senza nessuna argomentazione e ragionamento a supporto del loro reale significato e della loro attualità, hanno permesso alla classe politica e all’opinione pubblica di imporre una narrazione di carattere religioso. Anche la classe medica è caduta rovinosamente dentro il baratro della fede scientista perché circondata da quel perimetro ideologico meccanicista che è diventato, da tempo, una prigione concettuale. 

Nonostante azioni legali, manifestazioni e disobbedienza civile, la Legge Lorenzin è ancora in vigore. Tante erano e sono le evidenze scientifiche che dimostrano l’assurdità di una legge del genere e altrettante sono state le bugie comunicate con abilità e propaganda dalla televisione e dalla politica. Sembrava di vivere in un film surreale, distopico, ma quello che appariva ancora più folle era l’approvazione pubblica della gran parte dei cittadini, l’omertà della classe medica e della scuola. Quei medici e insegnanti che oggi invocano la Costituzione contro l’obbligo alla vaccinazione che oggi, ahimè, colpisce anche loro. 

Nel 2017 quei genitori che non concordavano con l’obbligo vaccinale sui loro figli sono stati abbandonati dalle istituzioni, dai medici e dagli insegnanti, se non con rare eccezioni. Quei genitori, nel 2017 e a seguire, hanno subito pesanti discriminazioni e insulti, hanno assistito inermi alla messa al bando dei loro figli dall’asilo. Maestre/i e dirigenti scolastici non hanno battuto ciglio e, in molti casi, hanno contribuito attivamente ad allontanare i bambini dai loro amichetti, da un momento importante della loro infanzia. Certo, possiamo dirci, accontentandoci, che abbiamo il conforto del risveglio delle coscienze e della costruzione di una maggiore consapevolezza verso l’avvento di un dogmatismo scientista, ma la legge Lorenzin fu approvata ed è tutt’ora in vigore spiegando i suoi terribili effetti. 

Noi, quei genitori del 2017, avevamo già intuito che qualcosa di grave potesse affacciarsi all’orizzonte della nostra democrazia. Quando ad un bambino “SANO” gli viene impedito di frequentare un luogo pubblico come l’asilo e questo viene stabilito per legge, fissato dalla giurisprudenza e accettato dalla maggioranza della popolazione, vuol dire che la follia ha vinto e che può vincere ancora. Vuol dire che il limite è stato oltrepassato.

Quando nel febbraio 2020 è arrivato il racconto del covid, molti di noi hanno immediatamente riconosciuto le stesse tecniche e dinamiche mediatiche del 2017. Come allora la maggior parte dei cittadini era pronta ad accettare fideisticamente la parola “rivelata” della scienza televisiva. Il cittadino medio non riusciva e non riesce tutt’ora a distinguere la realtà dall’apparenza. Un determinato e ben costruito tenore e stile di vita nasconde le contraddizioni della nostra società e, pertanto, una sua critica. Da quanto tempo la nostra società ha spento il ragionamento? Da quanto tempo il cittadino ha perso il pensiero autonomo? Perché, nonostante manifestazioni, azioni legali e un patrimonio di documentazione scientifica, l’evidenza logica continua a smarrirsi?

Il momento presente è molto pericoloso e complicato, non ci sono soluzioni immediate, anche legali, che possono fermare l’avanzata dell’agenda politica internazionale neoliberista. 

Cosa fare dinanzi ad un intero mondo che ha perso il senno? E’ la domanda che attanaglia e si contorce dentro molti di noi ogni sera prima del sonno, ogni mattina al risveglio. Il cosa fare ci viene proposto tutti i giorni, soprattutto sul web: manifestare, agire legalmente con denunce e azioni giudiziarie, disobbedire. Strumenti legittimi e doverosi per testimoniare la verità e pretendere la libertà, ma che, sino ad oggi, non hanno permesso una via d’uscita dall’irrazionalità. Siamo esausti e confusi, il senso di impotenza è il sentimento comune. Meglio isolarsi e scappare via?

A cosa realmente stiamo assistendo? Sicuramente alla nascita di una dittatura celata dietro le parvenze di una democrazia. Come ogni tirannia, anche questa del XXI secolo non ammette il confronto e si impone con violenza contro ogni pensiero avverso e critico. E’ una dittatura morbida che utilizza i canali culturali (di una falsa cultura) per sopprimere la costruzione di possibile dissenso organizzato e di senso. Una dittatura che cavalca il dissenso stesso per riportarlo dentro i recinti del sistema; che permette la contestazione, ma solo se riguarda temi inconsistenti. Una dittatura che sopprime il dissenso e la critica attraverso tecniche comunicative abilmente studiate. Ci sentiamo impotenti perché tutta la società, ogni sua stratificazione, si è livellata e irreggimentata sotto una cappa ideologica. Abbiamo paura per il futuro dei nostri figli e dei nostri progetti. Cos’è e come è fatta questa ideologia che ha spento la struttura logica, la ragione e la libertà di pensiero? Perché il cittadino ha paura della libertà tanto da non saperla più riconoscere? Cosa veramente ci sta togliendo il coronavirus o cosa ci era stato già tolto? E’ necessario affrontare queste domande!

Non sono troppo spaventato dalle misure normative illiberali del Governo, lo sono invece dalla perdita da parte di un’intera comunità della sua umanità. Esseri umani significa sapienza, solidarietà, fratellanza, cooperazione, tutte costellazioni di quel sacro che siamo noi, ognuno di noi. Quello a cui noi siamo abituati a vivere sin da piccoli è la competizione, egoismo, individualismo, ignoranza e rabbia, tutti momenti che annebbiano la mente e che producono tanta fragilità individuale. Non sarebbe forse il caso di osservare la struttura sociale nella sua totalità? Non sarebbe il caso di ammettere che è proprio la struttura sociale, realizzata abilmente e che costruisce la coscienza individuale e collettiva ad aver determinato tutto questo? Il greenpass, il lockdown, la mascherina sono solo gli effetti di una causa ben più antica che affligge l’umanità da tempo immemore. Un piccolo manipolo di delinquenti e miserabili che possiedono i mezzi e determinano i fini, guarda da millenni con disgusto e dispregio alla parte migliore dell’essere umano e che fanno di tutto per trasformarlo in uno schiavo, nel passato fisicamente ed oggi mentalmente. Ci stanno coprendo il cielo, vogliono strapparci le ali e la possibilità di guardare oltre noi stessi e la materialità del mondo. La contestazione della stessa struttura sociale che ci sta portando nell’abisso e una nuova visione del mondo sono la strada che ci tocca percorrere per contrastare tutto questo.

Socrate e Gesù sono stati i primi e i più grandi martiri della libertà di pensiero. Loro non proponevano soluzioni strumentali e di compromesso. I grandi pensatori, le grandi anime hanno sempre proposto un cambiamento radicale del mondo. Loro hanno cercato di strappare l’umanità dalla sua bestialità per condurla verso il bene e la verità. Comprendo perfettamente che il messaggio che sto proponendo appare solo teorico e che non offre soluzioni immediate e concrete, ma non riesco ad intravedere altro se non aggrapparci con tutte le nostre forze nuovamente alle origini. Pur non essendo legato ad alcuna formale religione, mi permetto di evidenziare che non è un caso che anche la Chiesa cattolica ha abbandonato il suo ruolo di guida spirituale accettando il racconto pandemico e l’avvento del neoliberismo. Dove sono finiti i luoghi e gli spazi dedicati alla crescita spirituale e culturale? Quando una società perde le domande di senso e di significato della vita, la storia ci insegna che possono accadere disastri, terribili disastri. Anche se iniziassimo a contarci e a diventare molti saremmo sempre soli e impreparati davanti a tutto quello che sta per arrivare. Tante formiche impazzite a cui sono state strappate le antenne sin dalla tenera età. Certo, sarebbe un inizio rispetto al nulla, ma siamo chiamati a diventare adulti, a servirci del nostro intelletto, per aggrapparci a qualcosa di vero che abbiamo dimenticato da tempo, ma che è ancora dentro di noi in quanto esseri umani. Ognuno è catapultato dentro il proprio problema particolare (l’obbligo vaccinale a scuola, la possibilità di perdere il lavoro ecc.) e che cerca disperatamente una soluzione immediata. Mi dispiace molto non averla e offrirla, ma i tempi presenti ci richiamano a dei sacrifici e a delle scelte difficili. Ritengo, secondo il mio modestissimo punto di vista, che, in questo momento, così frammentati e impreparati nella coscienza non siamo pronti a cambiare questa nuova e brutale modernità. Invochiamo la libertà senza accorgerci che è quella falsa libertà che ci ha condotto a tutta questa pazzia. Siamo così concentrati a combattere le continue misure normative imposte dal Governo che non ci accorgiamo di tutto il resto cadendo nel tranello per cui volgiamo il nostro sguardo e impegno solo verso il basso e mai verso l’alto. Dovremmo cominciare a mettere da parte noi stessi e, nostro tramite, far parlare le idee e i principi universali ed eterni che il potere vuole nascondere e distruggere. La contestazione va indirizzata alla totalità del sistema e non solo a piccole sue parti. 

Il potere ha costruito abilmente una società gerarchica e del controllo. Non ci siamo mossi di un millimetro dalle pagine di Primo Levi. E’ bastato che la generazione politica che ha vissuto gli orrori del nazifascismo scomparisse naturalmente perché un intero popolo dimenticasse quella terribile storia e non conservasse quegli anticorpi di libertà acquisiti col sangue.

A quali idee vogliamo ispirarci? Quali principi possono tenerci uniti? Ho scritto di Socrate e Gesù perché rappresentano le fondamenta della struttura etica dell’Occidente (fatemi passare la battuta: sono un usato garantito), la loro vita e idee hanno ispirato e illuminato tanti altri uomini e donne affinchè una società migliore potesse essere almeno pensata. Una società del bene. Siamo di fronte all’antica lotta tra bene e male e qualsiasi azione politica e di comunità che vorrà lottare contro questo potere dovrà, per essere efficacie, fare i conti con queste modeste considerazioni e realizzare una nuova mappa di senso. Fabbricare una nuova casa, realizzare un nuovo progetto sulle fondamenta etiche del bene, della verità e della giustizia. E’ una via, un percorso che è stato già costruito, bisogna cercarlo e percorrerlo. 

Ci sarebbe da scrivere molto altro anche per spiegarsi meglio sul senso delle parole qui utilizzate, ma è bene che tutti quelli che vorranno leggere questo contributo diano spazio a loro stessi. 

Queste poche parole raffazzonate sono solo degli spunti di riflessione lanciati nel mare della comunicazione globale, ma arrivano dal cuore!

Uniti nella lotta e nello spirito.

04/08/2021

Domenico Conversa 

LEGGI ANCHE >> Il green-pass: la perdita della ragione e l’elogio della normalità

>> L’obbligo vaccinale tra etica e diritto

Comments(6)

    • Gianni Castellana

    • 2 mesi ago

    Concordo su tutto! un referto chiaro e approfondito della realtà dispotica che stiamo vivendo. Come ben dice non ci sono al momento delle soluzioni concrete ma anche se si è in pochi è anche vero che un piccolo tassello forma un grande puzzle e noi siamo piccoli tasselli che in questo caso, al contrario non permettono di compiere all’autore del puzzle, il completo quadro malefico!
    Cerchiamo di seminare la consapevolezza con più gente possibile.
    Spero che tutto cambi in meglio! lo spero per i nostri figli!

      • domenicoconversa

      • 2 mesi ago

      Gentile Gianni Castellaneta, ti ringrazio per il tuo commento. Come tu ben dici dobbiamo seminare consapevolezza e, aggiungo, costruire sinergie inizialmente sul nostro territorio.

    • Francesco Paolo Schettini

    • 1 mese ago

    Grazie Domenico, come sempre si avverte che sono parole che vengono dal Cuore.

    • Patrizia Giura

    • 1 mese ago

    Caro Domenico,
    Concordo su tutto…grazie

    • annalisa micunco

    • 1 mese ago

    Caro Avvocato,
    la conosco dal 2017….dalla lotta contro il decreto Lorenzin, venni con tutta la mia famiglia ad ascoltare un Suo incontro in quel di Bisceglie, la mia prima figlia che allora aveva 3 anni stranamente rimase senza dire una parola a guardarla ed ascoltarla tutto il tempo….. Le sue parole catturarono anche il suo giovane animo, perchè sentiva che Lei era li per la Sua libertà e la sua salute. Grazie per quello che scrive e per la ricchezza d’animo che la contraddistingue e che traspare dalle sue parole. L’abbiamo rivista a distanza di anni qualche settimana fa ad un incontro a Bari, questa volta c’era anche la mia seconda figlia di 4 anni….e questa volta Lei era li anche per lei…..Spero che i tempi siano maturi per far germogliare i semi che dal 2017 ognuno di noi ha coltivato nel proprio essere.
    Spero di rincontrarla presto.

      • domenicoconversa

      • 4 settimane ago

      Grazie infinite per le gentili parole. I tempi sono sì difficili ma sono sicuramente matura per una trasformazione integrale e radicale di noi stessi. Grazie ancora

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