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Sembra che la natura umana sia ormai irrimediabilmente depravata. Forse non bisognerebbe più perdere tempo nel tentare di recuperare questa umanità in preda al delirio di onnipotenza e alla follia. Un’assurda distribuzione del reddito e due guerre mondiali non sono state sufficienti a costruire capacità politica e sincera volontà di porre rimedio agli errori e orrori che accompagnano il genere umano da millenni. Meglio allora attaccarci alle nostre illusioni, tenerci le nostre speranze e il nostro amor proprio, continuando nei nostri vizi e facendo quante più follie è possibile, prima che esse ci distruggano. L’ideologia capitalista e neoliberista si rivela in tutta la sua atrocità: non rimane altro che il cinismo e il pessimismo? Il capitalismo non è un’orgia di scelleratezza umana, ma è un’utopia che ha abbagliato e fuorviato molti uomini di pensiero e dotati di spirito civico. I sostenitori del capitalismo, unitamente alle masse che inconsapevolmente lo sostengono, sono sognatori e visionari, che invece di fare del bene con intenzioni malvage, fanno il male con le migliori intenzioni. La strada per un mondo migliore non compare in nessuna ricerca di Google Maps e se qualcuno cerca di proporla e indicarla suscita troppo clamore. Egli cede ora qui ora là alle professioni, alle agitazioni, alle sette, così come cede al grande capitalismo. Quando cerca di farsi una sua opinione sulla faccenda, si trova una massa di opinioni contrastanti, che lo lasciano ignorante come prima e gli confondo le idee. Eppure la modernità continua a scaraventarci dentro assurdi conflitti bellici, nonostante la pubblica opinione si spacci per pacifista. Perché la violenza va sempre rigettata tranne che dietro le mura domestiche e nel quotidiano. Che deve fare l’uomo di Stato? I medici lo tormentano perché vengano adottate misure sanitarie obbligatorie facendogli balenare il pericolo che, se non vengono adottate, la razza umana sarà sterminata dai microbi, come se la guerra non fosse da sola sufficiente. Ma l’individuo del XXI secolo continua a non leggere, continua a non utilizzare il libro come strumento di elevazione spirituale che possa farlo uscire fuori dalla caverna delle ombre illusorie. Si aggrappa alle proprie stupide opinioni. Anche la politica antisistema si affida al sensazionalismo e agli slogan e drammaticamente è priva di una visione del mondo che solo il progresso della conoscenza potrebbe darle. Niente da fare, si urla e ci si dibatte come agonizzanti prima del trapasso. Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei e cosa pensi! A cosa pensa il cittadino dell’era contemporanea? Forse la domanda più corretta da porsi e se l’individuo moderno sappia ancora pensare. Costui è così smarrito e impoverito spiritualmente che ha perduto persino la capacità di accorgersi di se stesso. Ha paura di affrontare le problematiche fondamentali, anzi, molto probabilmente, non ne conosce l’esistenza. “Come trattare il male? Quale è il nostro rapporto con il nemico? Che fare dell’invidia? Quale è il senso dell’onestà? Come affrontare il problema della solitudine? Che ha da dire la religione sulla guerra e la violenza? Sull’indifferenza al male?” (Abraham Joshua Hescel – Il Canto della libertà). Ci si alza al mattino con la mano sugli occhi che viene, per un qualche momento, levata dinanzi alla nostra immagine riflessa nello specchio dell’arroganza e ignoranza. Pover’uomo! Che triste destino quello del cittadino che vive costretto e beato lontano dalla natura e chiuso negli alveari umani. E’ sufficiente una vacanza fuori porta per sentirsi pieni di vuoto, di cibo e di foto sul cellulare. Inconsapevoli, ci ammaliamo a tavola proprio quando pensiamo di essere protetti dal focolare domestico. “Non vi è nulla di più stolto nel nostro sistema sociale che permettere che il guadagno di un dottore dipenda dalle malattie dei suoi pazienti” (Berbard Shaw – Il credo politico di chiunque).  

Nonostante tutto sono ancora qui a scrivere e voi a leggere. Che significa questo? Che la speranza reale di una sveglia collettiva è comunque ancora accesa anche se sotto le ceneri. 

Comments(2)

    • Fulvia Campanella

    • 6 mesi ago

    Grazie!! Le tue parole mi portano sempre un po oltre!
    Mi accompagnano nel mio processo di “comprensione” personale e sociale e, rinnovano la mia fiducia nella possibilità di una “sveglia collettiva” per la quale cerco di dare il mio modesto contributo.

      • domenicoconversa

      • 6 mesi ago

      Grazie a te Fulvia,
      dinanzi alla follia e all’irrazionalità dobbiamo cercare di rispondere con la ragione e la logica che è sempre presente pur se sotto le ceneri in questo momento.

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