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Mixed Palestine and Israel flag, three dimensional render, illustration

“Se Israele permettesse ai palestinesi di avere uno Stato proprio ci sarebbe la pace in Medio Oriente”. Questo è quello che si sente dire dagli ambasciatori delle Nazioni Unite, dai diplomatici europei, dalla maggior parte dei professori universitari. Ma cosa succederebbe se ti dicessi che Israele ha già offerto uno Stato ai palestinesi? Non solo una volta ma in cinque diverse occasioni?

Analizziamo brevemente la situazione dopo la disgregazione dell’Impero ottomano in seguito alla Prima Guerra mondiale (1918). La Gran Bretagna prese il controllo di gran parte del Medio Oriente compreso l’area che costituisce il moderno Israele. 17 anni più tardi, nel 1936, gli arabi si ribellarono contro gli inglesi e contro i loro vicini ebrei. Gli inglesi formarono una task force, la commissione Peel, per studiare le cause della ribellione. La commissione concluse che la ragione della violenza era che due popoli, ebrei e arabi, volevano governare lo stesso territorio. La risposta della commissione fu quella di creare due Stati indipendenti, uno per gli ebrei, uno per gli arabi. La divisione suggerita era fortemente a favore degli arabi. Gli inglesi gli offrirono l’80% del territorio conteso. Agli ebrei il 20%. Nonostante le dimensioni ridotte dello Stato proposto, gli ebrei votarono per accettare questa offerta, ma gli arabi la rifiutarono con la violenza (primo rifiuto). Per la prima volta, dopo 10 anni, nel 1947, gli inglesi chiesero alle Nazioni Unite di trovare una soluzione alle continue tensioni. L’Onu decise che il modo migliore per risolvere il conflitto era quello di dividere il territorio conteso. Nel 1947 l’Onu votò per creare due Stati e ancora una volta gli ebrei accettarono l’offerta e ancora una volta gli arabi la respinsero (secondo rifiuto) solo che questa volta attraverso una guerra: Giordania, Egitto, Iraq, Libano e Siria si unirono tutti contro gli ebrei, ma fallirono. Israele vinse la guerra e continuò a costruire una nuova nazione. La maggior parte del territorio riservato dalle Nazioni Unite per uno Stato arabo, la Cisgiordania e Gerusalemme est, divennero territori occupati non da Israele ma dalla Giordania.

30 anni dopo, nel 1967, gli arabi guidati questa volta dall’Egitto e poi raggiunti dalla Siria e Giordania, cercarono ancora una volta di distruggere lo Stato ebraico. Noto come la guerra dei sei giorni, il conflitto si concluse con una straordinaria vittoria di Israele. Gerusalemme, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza caddero nelle mani di Israele. Il Governo di Israele si divise su cosa fare di questi territori. La metà voleva restituire la Cisgiordania alla Giordania e Gaza all’Egitto in cambio della pace. L’altra metà voleva darla alla regione che aveva cominciato a chiamarsi Palestina, nella speranza che potessero costruire proprio lì un proprio Stato. Nessuna delle due proposte andò molto lontano. Pochi mesi dopo la lega araba si riunì in Sudan e pubblico i suoi famigerati tre NO.

  • Nessuna pace con Israele
  • Nessun riconoscimento di Israele
  • Nessun negoziato con Israele

La soluzione dei due Stati fu respinta dagli arabi rendendo questo rifiuto il numero tre.

Nel 2000 il Primo Ministro israeliano Barack, incontrò a Camp David i palestinesi. Al Presidente dell’Organizzazione per la Liberazione Yaser Arafat gli venne proposto da Barack uno Stato palestinese su tutta la striscia di Gaza e il 94% della Cisgiordania con Gerusalemme est come capitale. Ma il leader palestinese rifiutò l’offerta. Bill Clinton disse che “Arafat è stato qui 14 giorni e ha detto no a tutto”. Invece, i palestinesi lanciarono una sanguinosa ondata di attentati suicidi che uccisero oltre mille israeliani e ne mutilarono altre migliaia sugli autobus, nelle sale dei matrimoni e nei locali commerciali. Rifiuto numero quattro.

Nel 2008, Israele offrì la pace includendo altri territori. Il nuovo leader palestinese rifiutò l’accordo. Rifiuto numero cinque.

Tra queste due ultime offerte israeliane, Israele ha lasciato deliberatamente la striscia di Gaza dandone ai palestinesi il completo controllo. Invece di sviluppare il territorio per il bene dei suoi cittadini, il Governo di Gaza lo ha trasformato in una base terroristica dalla quale hanno lanciato migliaia di razzi contro Israele.

Quindi, se si è veramente interessati a sviluppare la pace in Medio Oriente, la risposta non è fare pressione su Israele affinchè faccia l’ennesima offerta ai palestinesi, ma bisognerebbe fare pressione sui palestinesi affinchè accettino finalmente l’esistenza di uno Stato ebraico.

Traduzione al video in lingua inglese: https://www.youtube.com/watch?v=qRDkLXpATKI&t=209s

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