Il medico a una dimensione

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La medicina ha un approccio standardizzato per curare la nostra salute. Si concentra principalmente sulla malattia e poco sul malato.

Il medico è costretto a stare dentro le condizioni fissate da un particolare modello scientifico di riferimento ingabbiandolo dentro protocolli e linee guida e limitandone la sua libertà e autonomia. La persona è solo un insieme di organi da aggiustare? Nei percorsi di cura si deve tener conto anche della soggettività del paziente e delle sue variabili individuali? 

Il diritto, nel regolamentare l’attività medica, cerca di indirizzare il medico verso un concetto di persona unitario dove l’originalità e autenticità di ogni individuo sono la base del rapporto medico-paziente. 

La tutela della salute del cittadino deve anche essere analizzata alla luce del fatto che la medicina corre il rischio di diventare uno strumento nelle mani dell’industria culturale e dell’interesse del profitto. Un rischio attuale e inquietante.

E poi, la scienza a cui si affida la medicina è l’unica possibile?

Un libro che non pretende di rispondere a queste domande, ma solo il coraggio di porle e offrirle al dialogo e al confronto pubblico. 

Recensione a cura di Sergio Caldarella